TIPICHE BONTÀ: La Torta degli Ebrei

La Torta degli Ebrei

“Una torta venuta da molto lontano…”

 

Quando si pensa ad un secondo salato di Finale Emilia e della bassa in generale subito viene in mente la Sfogliata o Torta degli Ebrei, che in dialetto tutti conoscono con il nome di Tibùia o SfuiàdaSi tratta di una ricetta di cui è stata testimoniata la presenza nel territorio finalese già dalla prima metà del ‘600. L’unione di burro, strutto, farina e Parmigiano Reggiano, ha dato vita a questa ricetta che potrebbe nascondere una storia molto più interessante di quel che si possa pensare, che porterebbe persino in medio-oriente.

Se non si conosce la storia di un prodotto il più importante indizio si trova spesso nel nome. Sfogliata è solo un nome descrittivo del prodotto, mentre Torta degli Ebrei è riferito puramente alle origini della sua ricetta, infatti era presente nella comunità ebraica del ‘600 presente nel territorio della bassa modenese, ma arrivò alle bocche dei finalesi non ebrei solo nel 1861 (nonostante le origini e il nome, la pietanza non rientra nella cucina kashèr per la presenza di strutto di maiale negli ingredienti, la religione ebraica vieta il consumo di prodotti suini).

 

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Torta degli Ebrei Foto di Simonetta Cavallari

 Riconoscimenti:

 

La sfogliata o torta degli ebrei è inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della regione Emilia-Romagna.

Nel 2004 la Camera di Commercio di Modena ha inserito la sfogliata di Finale Emilia nell’elenco dei prodotti tutelati dal marchio “Tradizione e sapori di Modena”

Dal 1994 l’amministrazione comunale di Finale Emilia organizza la tradizionale “Festa della Sfogliata” che si tiene durante la festività dell’8 dicembre. Durante la manifestazione è possibile assaggiare la sfogliata anche nella originale con grasso d’oca.

 

Vi abbiamo raccontato un po’ di storia e di qualche curiosità, ora è arrivato il momento più atteso, la preparazione della torta: Qui trovate il link al post del gruppo Facebook “Ricette Modenesi”

 

Si ringrazia il gruppo Facebook “Ricette Modenesi” e gli iscritti al gruppo per il loro prezioso contributo.

 

Articolo a cura di Angelo Nacchio