Le meraviglie di Modena: 4 fontane da scoprire

Alcune sono immerse in ambienti di pregio, altre invece, nel cuore della città e poco conosciute; sono le fontane che abbelliscono e ricordano una Modena antica e allo stesso tempo straordinaria. Oggi andiamo a scoprirne 4

Fontana della Ninfa 

Fontana della Ninfa - Fontane
Fontana della Ninfa – Foto Libera Latino

Nel suggestivo piazzale San Giacomo, nel cuore della città medievale, fra le absidi di quella che era la chiesa cinquecentesca di San Giacomo e la quinta porticata di antichi edifici, la fontana vitalizza un incantevole scorcio urbano.

La Fontana della Ninfa è così intitolata dalla statua bronzea di Giuseppe Graziosi raffigurante appunto una Ninfa, eseguita dall’artista intorno al 1924. Originario di Savignano sul Panaro, scultore, pittore, grafico attivo nella prima metà del Novecento, Giuseppe Graziosi, a lungo docente all’Accademia di Firenze, è personalità di fama nazionale.

La statua è replica dell’opera La Sorgente, che l’artista presentò alla XV Biennale di Venezia del 1926; donata dai famigliari dell’artista al Comune di Modena nel 1948, era stata collocata su una fontana posta davanti al vecchio Palazzo dello Sport; in occasione della risistemazione del piazzale, è stata qui trasportata come prezioso monumento, ad accrescere il fascino di questo scorcio di Modena antica.

Fontana al Mercato Albinelli 

Fontana della frutta - Fontane
La portatrice di frutta – Foto Fabrizio Zucchi

Posta al centro del mercato Albinelli, la bellissima fontana di Giuseppe Graziosi, con la statua simbolo della colorita realtà del Mercato. L’Erbivendola, o meglio La portatrice di frutta, statua in bronzo di Giuseppe Graziosi, il noto scultore e pittore di Savignano sul Panaro, raffigura una fanciulla del popolo che ritorna dal mercato, snella figura femminile che incede con levità danzante, reggendo con grazia spontanea un cesto con frutta nel braccio destro e un mannello di spighe nella mano sinistra, quasi un’allegoria della fertilità della campagna modenese, generosa di frutti e di messi.

Vi si colgono riferimenti dalla statuaria quattrocentesca di Jacopo della Quercia, e anche dal Manierismo cinquecentesco che danno forma, infine, in un’immagine di vivido naturalismo, espressivo dell’incanto della giovinezza.

Fontana dei due fiumi

Fontana dei due fiumi - Fontane
Fontana dei due fiumi – Foto Lara Zanarini

La più importante di queste realizzazioni è la maestosa “Fontana dei due fiumi” in Largo Garibaldi, nell’area appena rinnovata che dava accesso alla città dal lato di levante. L’opera, che doveva celebrare anche la costruzione del nuovo acquedotto, fu inaugurata il 25 luglio del 1938 e subito destò ammirazione per i suggestivi giochi d’ acqua, la sapiente illuminazione e i due monumentali bronzi rappresentanti il Panaro e la Secchia, i due fiumi principali del Modenese.

La fontana è composta da una serie di vasche circolari in travertino, che Graziosi disegnò con forme geometriche semplificate in omaggio al moderno gusto razionalista.
Il Panaro, rivolto verso est, è raffigurato come un giovane vigoroso che versa acqua da un orcio mentre sorregge con la mano destra un ramo d’ albero, probabile allusione alle frequenti piene del fiume. Per la figura del Panaro posò l’atleta Suffritti.

La Secchia è invece rappresentata come una giovane donna rivolta in direzione della città, che regge in spalla un fascio di spighe dalle quali fuoriesce un getto d’ acqua, allusione alla fertilità recata dal fiume. Col piede calpesta un rospo, immagine dell’ arrivo dell’ acqua del fiume in pianura.
I modelli in gesso delle due statue si conservano nella gipsoteca Graziosi. tratto da Aound Graziosi

Fontana del Putto con l’oca

Fontana del Putto con l'oca - Fontane
Fontana del Putto con l’oca – Foto Luca Nacchio

Fra la piazza Grande e il Mercato coperto si estende la piazza XX Settembre: un “vuoto” urbano che si venne a creare con le “bonifiche” urbane intraprese fra Otto e Novecento, volte ad abbattere
isolati di edifici fatiscenti e malsani, dagli angusti cortili. Qui, fino al 1903, vi era un reticolo di stradine medievali a ridosso della piazza, con case di edilizia minore, come vicolo del Bue e via delle Vaccine, i cui nomi tramandano un’antica attività di compravendita del bestiame.

La piazza XX Settembre, fino a pochi anni fa sede di un mercato permanente in prevalenza di capi d’abbigliamento, ritrova la vocazione e il colore di luogo prossimo al mercato nella fontana che sorge nel settore occidentale, voluta dal Comune di Modena per pubblica utilità oltre che per arredo urbano: è la fontana con la statua bronzea del Putto con l’oca eseguita da Giuseppe Graziosi, il noto scultore e pittore di Savignano sul Panaro, nel 1931. I modenesi hanno sempre ammirato con simpatia il bimbo che cerca di sottrarre il pesce che stringe in mano dagli assalti dell’oca, esempio della vena naturalistica di Graziosi, la cui vasta cultura figurativa non spegne, ma anzi ravviva la spontaneità e la freschezza dell’invenzione.

In origine la fontana era al centro della piazza, e consisteva in un’alta colonna con il Putto alla sommità e alla base una vasca circolare. La riconfigurazione della fontana vide poi la statua collocata su una colonnina, fra le due caratteristiche vasche ovali tratte dalla piazza Grande: proprio la sagoma di una vecchia saliera, anzi di un “salino”, da cui il soprannome dialettale di “salein”.

Per le informazioni si ringrazia il portale della provincia di Modena