Marano sul Panaro: il paese dell’acqua e del verde

C’è chi è in montagna e chi è in pianura. Poi c’è Marano sul Panaro: territorialmente diviso fra la montagna, le colline e la pianura. Una collocazione privilegiata che fa di questo paese un ottimo esempio del buon vivere modenese.

Piazza Matteotti, Marano sul Panaro

Piazza Matteotti, Marano sul Panaro foto Guido Parmiggiani

Il Comune

Circondato dalla rigogliosa natura dei primi significativi rilievi dell’Appennino modenese – si parte dai 400m s.l.m per arrivare ai 600m – troviamo lui, Marano sul Panaro. Un piccolo paese di 5.000 anime o poco più, adagiato sulle rive del fiume Panaro da cui prende parte del nome. Sviluppatosi economicamente, con la produzione di eccellenze gastronomiche tipiche delle zona, come il Parmigiano-Reggiano, l’aceto balsamico tradizionale, i tortellini di Marano, le crescentine, lo gnocco fritto e i borlenghi.

Grazie a questi due fattori importantissimi, ovvero natura e buon cibo. Marano sul Panaro e le sue graziose frazioni, Festà, Ospitaletto, Denzano per citarne alcune, sono divenuti negli anni, ottimi luoghi di ritrovo con feste ed eventi di richiamo nazionale, come il Festival nazionale ed europeo del Teatro dei Ragazzi o la Festa dell’Agricoltura. Non solo eventi ma anche tanto turismo verde. D’altronde non poteva essere altrimenti visto lo straordinario scenario del Parco Fluviale di Marano.

Curiosità

Cosa ci fa un unico albero nel cuore della piazza principale del paese (Piazza Matteotti)? Alla fine degli anni 80′ ed inizio anni 90′ del secolo scorso, la piazza centrale del paese fu ristrutturata del tutto. Il rifacimento interessò tutta la piazza e gli edifici che si affacciavano su di essa, come la Chiesa Parrocchiale e l’antico Mulino Montecuccoli. Due elementi a forte connotazione simbolica e monumentale furono evidenziati in questa ristrutturazione: l’acqua e il verde.

Il primo, correlato alla presenza del Canale Montecuccoli che scorre al di sotto del vecchio mulino, e rappresentato da un ”segno d’acqua”, che uscendo dal portico attraversa longitudinalmente la piazza e confluisce nella “Grama” (la famosa fonte di Marano sul Panaro), riproponendo così anche all’esterno dell’edificio le ricche suggestioni visive e sonore percepibili all’interno dello stesso. Il secondo elemento è rappresentato da un unico grande albero collocato al centro della piazza, che assume in questo contesto costruito un evidente carattere monumentale e vuole simboleggiare il forte legame con l’ambiente naturale in cui è il paese. 

Articolo a cura di Luca Nacchio