[Parlia-MO #23] E’scudrègn… a Mòdna

E’scudrègn… a Mòdna Può capitarvi di sentire un modenese che, parlando di qualcosa che ha mangiato, dica che era Scudrègn (Scudrègna al femminile ). E’ una parola ormai dimenticata, usata per indicare un qualcosa che non ha alcun sapore, cotennoso e duro da masticare. La derivazione viene dalla parola latina CORIUM ( cuoio ), che appunto è insaporo e duro e coriaceo da masticare. Quale cosa può meritare questo termine ? Mi permetto di raccontarvi una simpatica scena, a cui assistetti molti anni fa al mercato del giovedì a Vignola. Dietro ad un banco del pesce, vi era una donna sulla sessantina, piccola e larga, tanto che si sarebbe fatto prima a saltarla che a girarle attorno. Nonostante il fisico, si muoveva velocissima dietro al banco, con le sue guancie rubizze e davanti un grembiule macchiato. Ad un certo momento, passò davanti al banco una coppia di ragazzini, che avranno avuto 16 anni al massimo, che discutevano animatamente. La discussione trai due cominciò pian piano a degenerare, passando da una normale discussione ad un vero e proprio litigio, e si alzò pure il volume della discussione, tanto che chi passava era quasi obbligato ad ascoltarli. Ad un certo punto, il ragazzino le disse : – E’ inutile che fai la santarellina, sei solo una puttana !! Lei lo guardò con aria truce, stringendo gli occhi, e gli rispose : – Ritira subito quello che hai detto, o se no ti mordo il c….. !! Al che la donna che vendeva il pesce, si sfilò il grembiule, passò sotto al banco e si mise davanti alla ragazzina, con le mani sui fianchi, e le disse davanti a tutti : – Moh demm bèin ragazola, ghèt propria gnìnta d’un poo meno scudrègn da biasèr ??? Scudrègn è comunque una bella parola da riscoprire, che può essere utile per descrivere un cibo che abbia le particolarità sopra descritte ( non il c…. )

 

Rubrica di dialetto modenese a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni