[PARLIA-MO #36] Essere in cul busòun

Modi di dire, usanze popolari e frasi divenute celebri nel tempo. Tutto questo nella rubrica a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni. Oggi scopriamo il modo d’uso del termine:

Essere in cul busòun

 

Cul

Con questo pittoresco modo di dire, si indica chi e’chinato in avanti, con la schiena piegata e i glutei ben in fuori. Un tempo, quando i water non erano all’inglese o alla turca come adesso, si defecava dentro ad un buco nel terreno chiamato in dialetto Busòun, ( in italiano Bugiolo ). Non potendo sederti come sui moderni water ne avere l’appoggio per i piedi come nella turca, dovevi quindi tenere questa strana posizione per rimanere in equilibrio e non cadere con le terga sopra a ciò che avevi prima espulso. In campagna, questi gabinetti , chiamati ‘’ cèso ‘’, erano all’esterno o in una parte della casa vicino alla stalla. In città invece, nei condomini il ‘’ cèso ‘’ era in comune, con tutte le conseguenze della cosa. Era collocato dentro spazi ristretti chiamati camaràtt, sempre impregnati di un odore nauseabondo. Proprio il fatto che in questi camaràtt vi fosse un fetore da togliere il fiato, faceva si che il locale non fosse mai occupato più del tempo necessario per i propri bisogni, rendendo il ‘’servizio ‘’ fruibile a più persone in spazi di tempo ristretti. Da qui il detto…

 

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La rubrica dialettale di Gianluca Bellentani, torna giovedi prossimo, mi raccomando… non mancate!