Tortellini, tra cucina & leggenda

Tortellini, tra cucina & leggenda

 

tortellini

La popolarità dei tortellini è ormai risaputa in tutto il mondo. Ma in quanti conoscono la leggenda “dell’ombelico di Venere”?

LA LEGGENDA 

La leggenda fa risalire il tutto all’episodio della Secchia Rapita, sfociato in una delle grandi battaglie del Medioevo nella quale si scontrarono Modena e Bologna nel 1325 a causa, si racconta, proprio del furto di un secchio (da qui la stra – famosa storia de “La Secchia Rapita). La storia è stata narrata prima dal poeta modenese Alessandro Tassoni ed è stata poi ripresa nell’800 da Giuseppe Ceri, il quale racconta che alla battaglia presero parte anche le divinità Venere, Bacco e Marte. Dopo aver passato la notte nella locanda, Venere fu sorpresa completamente nuda dal proprietario che andò a svegliarla. L’uomo ammaliato tentò di riprodurne le fattezze, nello specifico dello splendido ombelico, con un fazzolettino di pasta.

LA DISFIDA DEL TORTELLINO

La contesa del tortellino tra Modena e Bologna parte già dal nome (in dialetto bolognese turtlén, in modenese turtlèin) dal diminutivo di tortello, dall’italiano, torta e sull’origine sono state raccontate variopinte versioni. Ma la disputa inizia dal territorio, è più precisamente a Castelfranco Emilia, città di confine, e dalla sua locanda Corona, oggi la città è in provincia di Modena, che fino al 1929 apparteneva ai bolognesi. Da qui la storica ‘disputa’ o “disfida” del tortellino.

COME SI PREPARANO I TORTELLINI?

Innanzitutto Prendere 400 g di farina bianca tipo “00” e 4 uova per preparare la sfoglia, per un ottimo ripieno ci occorre: 100 g di Lonza di maiale, 35 g di Prosciutto di Modena, 35 g di Mortadella dr Bologna , 60 g di Parmigiano Reggiano ,1/2 uovo ,sale e pepe q.b. ,noce moscata q.b. Abbiamo tutto? Si? Allora si parte! La preparazione consiste nel tagliare la lonza di maiale a piccoli quadretti, scottarla in una padella già scaldata, saltare; tagliare a liste il prosciutto e la mortadella e macinarli insieme alla carne una volta raffreddata. Dopo aver ottenuto un composto ben amalgamato, aggiungere uova e formaggio. Aggiungere sale, pepe e noce moscata, assaggiare e ripassare al tritacarne per amalgamare il tutto. Un pizzico di ripieno andrà poi posato su quadretti di pasta sfoglia tirata a mattarello di circa 3-4 cm; piegare poi la pasta ripiena a forma di triangolo, chiudendo bene i lati e unendo le punte attorno all’indice lasciando un foro circolare al centro. Per la cottura va usato brodo di cappone o di gallina, oppure di manzo. Ed ecco un piatto unico della nostra cucina.
Articolo redatto da Luca Nacchio