Tipiche Bontà – Una torta… Bonissima

Fra la galassia dei dolci tradizionali modenesi c’è lei, la Torta Bonissima.

La leggenda narra, che questo tipico dolce nataliziomodenese, prende il suo nome da una nobildonna detta la Bonissima, così chiamata perché durante i “secoli bui”mentre la città era in preda a una tremenda carestia, la pia dama si privò di ogni suo avere per soccorrere gli affamati. Un’antica statua, che la raffigura, è posta in un angolo del palazzo municipale di Modena.

 

 

Preparazione 

BonissimaMezzo chilo di farina bianca, 250 grammi di burro, la stessa quantità di zucchero semolato, gherigli di noce, miele. Ed ancora due tuorli, un limone, rum, sale quanto basta. Foderate uno stampo con la pasta frolla, scottate i gherigli di noce in acqua bollente, sbucciateli, fatene scempio triturandoli senza pietà. Sposateli quindi con il miele e mezzo bicchierino di rum. A questo punto, versate l’allegro composto cosi ottenuto sulla base del dolce, stendetelo con cura e coprite con la pasta frolla rimasta – ne avevate tenuta un poco da parte, vero? – e sigillate il tutto lungo il bordo. Qualche spennellata artistica con il tuorlo d’uovo, poi in forno per quaranta minuti a 180 gradi. Il gioco è fatto. Servite la torta fredda. Ma, se siete inguaribili golosi, prima ricopritela con cioccolato fondente o glassa bianca di zucchero.

Presa in prestito da ‘L’anima e la gola” (testi di Renato Bergonzini, ricerca storica di Rita Carino), è questa la ricetta per gustare un dolce tipico modenese il cui nome – bonissima o sarzenta – evoca una presenza che ha varcato le porte dei secoli. Foto GialloZafferano