Terremoto Emilia 2012 – Il modenese prima e dopo la ricostruzione

Terremoto maggio 2012

A distanza di anni dal terremoto del maggio 2012 che colpì molti paesi della pianura modenese, vogliamo riportarvi in alcuni dei luoghi che sono entrati nell’immaginario collettivo in quei tragici momenti. Alcuni di questi dopo anni di lavori, sono tornati al loro massimo splendore. Altri, aspettano ancora la ricostruzione.  

Rocca Estense di San Felice sul Panaro 

San Felice sul Panaro - Terremoto 2012

È il principale monumento di San Felice, splendido esempio di architettura medioevale emiliana.

La posizione strategica fra le terre modenesi, mantovane, ferraresi e bolognesi e la vicinanza ai centri di Mirandola e Carpi fecero della rocca una fra le più interessanti “macchine da guerra”, baluardo del potere estense in area padana.

“Castrum” citato dal 927, probabilmente sorto per difesa dagli Ungheri, dopo il 1340 passò agli Este di Ferrara che vi costruirono la rocca. Oggetto di dispute fra i Pio di Carpi e i Pico di Mirandola, fu riconquistato dagli Este che ai primi del ‘400 lo fortificarono.

D’impianto quadrilatero, la rocca si strutturò per fini bellici. Con torri angolari e un poderoso mastio che costituiva il cuore del complesso difensivo del borgo, un tempo circondato da un fossato e da mura. Non fu mai dimora estense, ma sede di guarnigione militare e dei fattori ducali; dal 1870 è proprietà comunale.

Lesionata dal sisma del maggio 2012, è completamente inagibile in seguito al crollo della copertura del corpo centrale e di diverse torri. Anche il bordo medievale è stato gravemente colpito. Nel gennaio 2018 è stato presentato il progetto di restauro della rocca. Ad oggi è in corso di restauro.

Torre Civica di Novi di Modena 

Novi di Modena - Terremoto 2012

Sulla centrale piazza Primo Maggio si erge la Torre civica, ora detta “dell’orologio”. Risalente alla prima metà del 1700, fu concepita all’ingresso sud dell’antico borgo.

A doppia cella campanaria, la torre, era in origine priva di merli e presentava due soli quadranti. Verso la fine degli anni ’20 venne ristrutturata dall’architetto novese Pietro Pivi e dotata dei caratteristici quattro quadranti.

Al suo interno era conservata una campana donata alla comunità di Novi da Alberto Pio nel 1523. Al momento, a seguito dei sismi del maggio 2012 che hanno fatto crollare la torre, è conservata presso il municipio temporaneo.

A distanza di 10 anni da quei tragici giorni, sono partiti i lavori di ricostruzione della torre. Dovrebbero terminare (condizionale d’obbligo in questi casi) nel corso del 2024.

Torre dei Modenesi a Finale Emilia

Finale Emilia - Terremoto 2012

Passerà alla storia come Rocca piccola. Nel 1526, per concessione ducale, fu posto sulla torre l’orologio pubblico. Al suo interno era custodita la più grande campana di bronzo di Finale, deputata ad avvertire la popolazione in caso di pericolo, come gli incendi e le piene del fiume Panaro.

Nell’Ottocento la torre dell’orologio venne dichiarata monumento nazionale. Negli anni sessanta del Novecento subì un importante restauro a seguito di un incendio sviluppatosi al suo interno. Realizzata probabilmente nel 1213, in seguito alla rifondazione del castrum di Finale ad opera del Comune di Modena, la torre dei Modenesi di Finale Emilia faceva parte delle mura della città, a nord del canale Naviglio.

Il primo documento che ne attesta l’esistenza risale al 1306, quando il Comune di Modena deliberò di apportare migliorie alle fortificazioni di Finale.

La notte del 20 maggio 2012, data del primo sisma, ha visto crollare l’intera parte sommitale della torre dei Modenesi e circa due terzi della struttura restante.

Ma è con la seconda scossa del 29 che anche la parte ancora in piedi è collassata interamente. I primi interventi adottati hanno avuto lo scopo di mettere in sicurezza ciò che era rimasto attraverso la rimozione delle parti murarie pericolanti e lasciando, come unico elemento superstite, il basamento della torre per un’altezza di circa 5 m.

Un attento lavoro di rimozione e catalogazione delle macerie, effettuato grazie all’impegno di funzionari, specialisti e volontari, ha consentito anche il rinvenimento di alcuni interessanti reperti archeologici.

A ottobre 2019 è stato realizzato uno studio di fattibilità per la sua ricostruzione, a cui si sono aggiunte indagini geologiche e archeologiche.

Duomo di Mirandola

Mirandola

Il Duomo è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 20 maggio 2012. Mentre le navate e il tetto sono completamente crollati con la scossa del 29 maggio 2012.

Il campanile è anch’esso pericolante: presenta molte crepe a partire dal “primo anello”, risultate ancora più evidenti dopo il lieve movimento sismico del 3 giugno 2012 che ha interessato di nuovo la medesima zona.

L’interno era a tre navate con volte a crociera costolonate e conservava pregevoli dipinti, affreschi e monumenti funebri, fra cui due preziose ancone lignee dorate opere della scuola di Paolo Bonelli e due pale d’altare di Sante Peranda. Il campanile è alto 48 metri. La parte inferiore è tardo-quattrocentesca. Nel XVII secolo fu rialzato e nel 1888-1889 fu rifatta la guglia terminale.

Il 21 settembre 2019, dopo 7 anni di lavori, il Duomo di Mirandola viene finalmente restituito alla comunità mirandolese.

Castello delle Rocche di Finale Emilia  

Finale Emilia

Sull’antica via fluviale del Panaro verso il Po e l’Adriatico, al confine dei territori di Modena, Bologna e Ferrara, la Rocca estense costituisce un interessante esempio di architettura militare di pre-transizione.

Riedificata da Giovanni da Siena, tra il 1425 e il 1435, su un antico fortilizio sorto intorno a una torre risalente al 1213, era il fulcro dell’impianto difensivo del castrum tardo medievale, grazie alla sua predisposizione per l’impiego efficace di un gran numero di artiglierie a polvere

Questo sistema, di origine duecentesca, fu ammodernato, su indicazione di Nicolò III d’Este, dall’architetto militare Bartolino Ploti da Novara che, nei primi vent’anni del ‘400, riedificò la Rocca piccola intorno all’antica Torre dei Modenesi e ristrutturò il perimetro difensivo con possenti mura e larghi fossati.

Il Castello è stato duramente lesionato dal sisma del maggio 2012, che ha atterrato il mastio e danneggiato le altre tre torri.

Dopo la messa in sicurezza, nella primavera del 2013 ha riaperto la Sezione Archeologica dei Musei Civici, nel settore sud del Castello, esponendo anche i reperti – dardi di balestra, antichi oggetti quotidiani e di vestiario – recuperati negli scavi presso la Torre dei Modenesi, crollata.

A ottobre 2019 è stato realizzato uno studio di fattibilità per il recupero funzionale del corpo strutturale del Museo cittadino e delle tre torri angolari.

In diretta su TRC del 29 maggio 2012, la scossa di terremoto che causò ulteriori danni alle strutture nel modenese.

Alcuni luoghi del modenese, dopo le scosse di terremoto

Articolo a cura di Modena&Dintorni