Alla scoperta dei due grandi fiumi modenesi: Secchia e Panaro

Attraversano le nostre città, paesi e borghi, e solo dopo essere “nati” trai monti dell’Appennino settentrionale sfociano nel grande fiume, il Po. Il Secchia e Panaro sono considerati da sempre per le popolazioni locali di estrema importanza per le acque, la flora fiorente e la fauna in cui sono immersi. Oggi vi portiamo proprio alla scoperta dei due grandi fiumi modenesi.

Fiume Panaro 

Corso fluviale fiume Panaro (Articolo Fiume Secchia e Panaro)
Fiume Panaro – Foto Antonio Fino

Il nostro viaggio alla scoperta dei fiumi Secchia e Panaro, inizia proprio da quest’ultimo. Conosciuto come Panèr o Panèra in modenese, 148 Km attraverso scenari paesaggistici unici e di grande pregio naturalistico.

Trae le sue origini dall’Appennino settentrionale, sopratutto quello modenese  (che ne costituisce la sezione più elevata), da un vasto (50 km) e complesso ventaglio di fiumi e torrenti che scendono in prevalenza dallo spartiacque appenninico compreso fra il bolognese, massiccio del Corno alle Scale (1.945 m s.l.m.), ed il modenese Monte Spicchio (1.599 m s.l.m.), spartiacque che scende, invero di poco e per breve tratto, sotto i 1.500 m unicamente nel punto in cui è attraversato dal celeberrimo Passo dell’Abetone (1.388 m s.l.m.).

Da ciò risulta dunque che le sorgenti di molti di questi rii e torrenti sono poste a quote superiori ai 1.500 m di altitudine, altezza ragguardevole per un fiume appenninico. È proprio in questi scenari che assume la sua importanza storica, come il passaggio sotto il celebre Ponte di Olina,  dal nome dell’omonima frazione di Pavullo nel Frignano, nel modenese, quando ancora ha nome Scoltenna. In questi luoghi storia e natura si fondono in un tutt’uno, con scenari splendidi e a volte inaspettati.

Lasciato l’Appennino, le acque del fiume Panaro, sfiorano anche il Parco regionale dei Sassi di Roccamalatina, portandosi fin giù a Marano sul Panaro (uno dei comuni che prende parte del nome proprio dal fiume), arrivando così sulle prima colline di Vignola, città famosa per le sue ciliegie. Da Vignola, il fiume Panaro si dirige verso Spilamberto, per poi sfiorare anche l’area metropolitana orientale di Modena.

Giunto nella bassa modenese (nei pressi di Bomporto), confluisce con il Naviglio di Modena diventando così navigabile sino alla confluenza nel Po, che avviene poco a ovest di Ferrara, fra i centri di Stellata e Salvatonica (FE), dopo avere attraversato una zona golenale molto boscosa situata poco a monte dell’immissione nel Po del Cavo Napoleonico (o Scolmatore del Reno). Nel suo tratto di pianura bagna svariati centri tra i quali Bomporto, Finale Emilia (dove riceve il Collettore delle Acque Alte) e Bondeno (FE).

Il fiume è costeggiato da molti tratti ciclo-pedonali. Eccone alcuni: 
  • Da Vignola a Marano sul Panaro: la Via dei ciliegi
  • Da Vignola a Savignano lungo il Panaro
  • Da Vignola a Spilamberto lungo il Percorso Natura Panaro e la Ciclabile dell’ex ferrovia

 

Fiume Secchia 

Corso fluviale Fiume Secchia (Articolo Fiume Secchia e Panaro)
Fiume Secchia – Foto Giuliano Bianchini

Più lungo del Panaro, con i suoi 172 Km, il fiume Secchia (al Sècia in dialetto reggiano, dialetto modenese e dialetto mantovano), è  il principale affluente di destra del Po dopo il Tanaro. Il suo percorso e costellato da molti fenomeni geologici molto importanti, come le Salse della Canalina e le Salse di Nirano, da non trascurare anche le sorgenti di acqua solfuree, usate per la cura del corpo, come le Terme della Salvarola.

Il cammino del Secchia inizia dall’Appennino tosco-emiliano nel comune di Collagna in provincia di Reggio Emilia.

La sua sorgente è situata in una conca fra montagne di altezza comprese fra i 1700 ed i 2100 m s.l.m. ad un’altitudine di 1450 m s.l.m. Un sentiero di media difficoltà la collega al passo del Cerreto. Il luogo si presenta come un anfiteatro naturale delimitato da aspre montagne arenariche fra le quali si trova una piccola piana ricoperta di un folto manto erboso ed è attraversato da numerosi ruscelli che formano il primo tratto del fiume. Ai bordi di questa piana circolare si trovano boschi di faggio popolati da cinghiali, lupi, caprioli, volpi e daini.

Poco più a valle riceve dal lato idrografico destro parte delle acque superficiali del Monte Cusna, tramite i torrenti Ozola e Secchiello, la restante parte viene raccolta dal torrente Lama, affluente del Dolo.
A partire dalla confluenza dei torrenti Dolo e Dragone, il fiume inizia a delimitare i confini tra le province di Reggio Emilia e Modena. In località La Volta di Saltino (comune di Prignano sulla secchia) raccoglie le acqua del torrente Rossenna, per poi passare dal comune di Castellarano (RE) per la stretta del Pescale, poi raggiunge la Pianura Padana nei pressi di Sassuolo, quindi entra in provincia di Modena, attraversando le casse di espansione, sfiora acnhe la zona ovest della città di Modena.

Dopo Modena rallenta scorrendo sinuoso lungo un alveo incassato da stretti argini bagnando il comune di Concordia sulla Secchia ed entrando poi, nella parte terminale del suo corso, in Lombardia.

Il percorso ciclo-pedonale del fiume Secchia:
  • Da Sassuolo al Pescale lungo il Percorso Natura del Secchia

 

Articolo a cura di Luca Nacchio

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