[PARLIA-MO #32] Essere un Gàino

Essere un Gàino a Mòdna

 

Modi di dire, usanze popolari e frasi divenute celebri nel tempo. Tutto questo nella rubrica a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni. Oggi scopriamo il modo d’uso del termine “Essere un Gàino”

Essere un Gàino... a Mòdna. "I Pupi Siciliani"
Essere un Gàino… a Mòdna. “I Pupi Siciliani”

 

Essere un Gàino a Mòdna“. Quando un uomo è un furbastro della peggior specie, falso e ingannatore, che non ha remore di alcun genere e, pur di ottenere ciò che vuole, non si ferma davanti a niente e a nessuno, a Modena si dice che sia un Gàino. Questo termine, prende origine da Gano di Maganza ( o Magonza ), personaggio della Chanson de Roland, poema epico – cavalleresco del ciclo carolingio. Gano è il cognato di Carlo Magno, avendone sposato il seconde nozze la sorella Berta dopo la morte del marito Milone e patrigno di Orlando. Gano è una persona avida, che odia il figliastro. Quando la retroguardia dell’esercito franco capitanata da Orlando lascia la Spagna, Gano per denaro rivela ai Mori il luogo dove attaccare, Roncisvalle. Orlando tentenna a suonare l’olifante per chiamare rinforzi e i Mori uccidono Orlando e i suoi soldati. E’ comunque una battaglia che non cambia l’esito della guerra e Gano viene scoperto nel suo tradimento ed avrà una terribile punizione. Verrà squartato vivo, fatto a pezzi, bruciato e le sue ceneri sparse al vento. La figura di Gano rimarrà comunque nei secoli come sinonimo di ingannatore. Dante lo colloca nell’ Inferno della Divina Commedia nell’ultimo cerchio, quello dei Traditori della Patria. Gli abitanti di Magonza, ancor oggi, hanno la nomea di persone false e inaffidabili. Il personaggio di Gano è ancora presente in Italia, in quanto interprete di ogni commedia del Teatro dei Pupi siciliano. Da qui il detto…

 

La rubrica dialettale di Gianluca Bellentani, torna giovedi prossimo, mi raccomando… non mancate!