Magico Appennino, il Ponte di Olina: Storia & Leggenda

Magico Appennino, il Ponte di Olina: Storia & Leggenda

 

Alla scoperta di uno dei luoghi simbolo del nostro Appennino. Tra storia e leggenda scopriamo meglio in questo articolo il Ponte di Olina.

 

LA STORIA DEL PONTE 

ponte olina1
Foto di Matteo Quattrini

Il Ponte di Olina, slanciato con un solo arco sopra le tumultuose acque dello Scoltenna, fu costruito per la prima volta nel 1522, a spese della Podesteria di Montecuccolo e del Governo estense.

Il contributo che offrirono gli stati di Firenze e Lucca testimonia l’importanza del manufatto nella viabilità dell’Appennino.

Il ponte permetteva di muoversi agevolmente dal nord dello Stato verso Sestola, allora capitale della Provincia del Frignano, e verso la Toscana.

Travolto e danneggiato più volte dalle piene dello Scoltenna, nel 1735 alla primitiva arcata ne fu aggiunta una più piccola.

Una particolarità curiosa è rappresentata dall’allargamento dello spazio ai due imbocchi, che permetteva ad un carro di ritirarsi su un fianco per dare la precedenza a quello in arrivo.

La sommità è sormontata da una piccola edicola datata 1581 con immagine sacra, che secondo un’antica tradizione veniva posta a protezione dei ponti e a riparazione dell’affronto fatto alla divinità per aver l’uomo voluto superare il fiume, che la divinità aveva posto come ostacolo.

LA LEGGENDA UN PO’ SINISTRA 

Si, anche questo ponte ha la sua leggenda, come del resto molte opere costruite nel nostro Appennino. Questo ponte, poi, ha una leggenda un po’ sinistra, ricollegabile ad un tragico evento avvenuto nel 1400, narra che chiunque si trovi a passare sul ponte in una notte tempestosa e buia, ode una voce strozzata ed affannosa che chiede aiuto.

IL BORGO

Olina frazione del Comune di Pavullo nel Frignano di cui è capoluogo dell’omonimo parco.

Oggi l’antico borgo è famoso non solo per il suo splendido ponte, ma anche per la sua magnifica e secentesca chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo che lo sovrasta, dove, dal piccolo sagrato si può godere un panorama ineguagliabile sulla vallata dello Scoltenna, dominata dalla rocca di Montecuccolo, dalla torre di Gaiato, dal paese di Renno con la pieve.

In fondo il serpeggiante argenteo letto del fiume.