Luoghi d’incanto: 3 meraviglie architettoniche della bassa modenese

Una pianura tutta da scoprire quella della bassa modenese: Ville, Castelli, Palazzi e Abbazie. Questo e altro in una cornice che sembra vuota, ma che invece regala luoghi d’incanto.

Abbazia di Nonantola & dintorni

Abbazia di Nonantola - Luoghi d'Incanto
Abbazia di Nonantola

Il fiore all’occhiello di questi luoghi d’incanto si trova nella cittadina di Nonantola è l’Abbazia di San Silvestro, fondata nel 752 dall’Abate Anselmo per volere del re longobardo Astolfo. Annoverata fra le più potenti abbazie dell’Italia Settentrionale del tempo, rappresenta il monumento romanico della provincia che maggiormente può reggere il confronto con il Duomo di Modena.

Nonantola è un luogo tra quelli preziosi, che la provincia italiana conserva con legittimo orgoglio: a Nonantola le tracce di una storia alta e nobile si fondono dentro una cultura contadina fatta di saggezza e amore per la terra.

Il suo centro conserva numerose tracce del passato medievale, tra le quali le due torri dette “dei modenesi” e “dei bolognesi” e la Pieve di S. Michele Arcangelo, risalente al IX secolo.

Castello di Soliera & dintorni

Castello di Soliera - Luoghi d'Incanto
Castello di Soliera – Alessandro Licata

È il simbolo storico – architettonico della città di Soliera. È chiamato Rocca Campori anche se lo fecero erigere gli Estensi a scopo difensivo. In mille anni è più volte mutato il destino di questo imponente castello, parte di un castrum citato dal 1029.

Già di Matilde di Canossa, fu conteso fra i Pio di Carpi e gli Este di Ferrara, che nel 1370 ricostruirono il fortilizio; ne restano tracce nei merli ghibellini e nei beccatelli ancora inglobati nella muratura. Nel 1405 Nicolò III d’Este lo cedette ai Pio, che attorno al 1450 eressero la rocca, odierno castello, rafforzata nel ‘500 per sostenere l’assalto delle artiglierie. Nel 1599, dopo l’assassinio di Marco III Pio, Soliera tornò agli Este che nel 1636 la diedero in feudo ai Campori.

Il castello fu adattato a luogo di villeggiatura, ampliato e abbellito con il portico verso il borgo e l’elegante scalone settecentesco con la statua di Ercole (temporaneamente inagibile a causa del sisma del maggio 2012). Proprietà comunale dal 1990, vi ha sede la Biblioteca della Fondazione Campori.

Soliera. Il toponimo è riconducibile al latino solarium, cioè al solaio aperto in cui si essiccava il grano. La tranquillità e la pace del luogo, decantate anche dal letterato Ludovico Antonio Muratori, rendono Soliera una cittadina piacevole, dove gustare i prodotti tipici della tradizione gastronomica modenese a contatto con un ambiente interessante e ricco di stimoli, e riportano l’attenzione verso quella natura, spesso dimenticata, che ci circonda.

Castello dei Pico & dintorni 

Castello dei Pico - Luoghi d'Incanto
Castello dei Pico della Mirandola – Foto picodellamirandola.it

Simbolo del potere militare della famiglia Pico acquistò fama in tutta Europa di roccaforte leggendaria ed inespugnabile. Nel Castello ha trovato sede la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e il nuovo Museo Civico.

 Il Castello fu dimora dei Pico, in origine feudatari di Matilde di Canossa, signori di Mirandola dal 1311 al 1711; il più illustre di loro fu Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494), filosofo e umanista dalla memoria prodigiosa.

Citato dal 1102, il castello crebbe quasi città nella città, in un grande quadrilatero circondato da fossato; il Torrione costruito nel 1500 lo faceva ritenere inespugnabile.

I Pico, duchi dal 1617, lo trasformarono in una reggia tra le più fastose dell’area padana, arricchita dai dipinti dei veneziani Jacopo Palma il Giovane e Sante Peranda e dalle raccolte d’arte allestite nella Galleria Nuova. Subentrati gli Este nel 1711, iniziò la decadenza culminata nel devastante scoppio del Torrione, nel 1714. Restaurato nel 2006, e divenuto primario centro culturale con il Museo Civico, l’Auditorium e altre strutture, il castello è divenuto inagibile in seguito al terremoto del maggio 2012. Sono state effettuate le opere di messa in sicurezza in attesa dei lavori per il recupero della struttura.

Mirandola è la città natale della famiglia Pico, ed in particolare di Giovanni Pico, noto filosofo umanista. La famiglia Pico resse il governo della città per circa 400 anni, a partire dal 1300. La continuità della dinastia e la lungimiranza delle alleanze politiche contribuirono a sviluppare e rendere florida la città.

Di ciò sono testimonianza il complesso di edifici del Castello (sede del Museo Civico), la chiesa di S. Francesco, che conserva le spoglie di alcuni importanti membri della famiglia, la preziosa Chiesa barocca del Gesù. Si possono inoltre visitare il Duomo, il Palazzo Comunale, l’Oratorio del Santissimo Sacramento, la Chiesa di San Francesco, l’Oratorio della Beata Vergine della Porta.

Si ringrazia per le preziose informazioni: Visit Modena, Castelli di Modena e Emilia Romagna Turismo.

Redatto da Luca Nacchio