Il leggendario Ponte d’Ercole (o del Diavolo)

Il leggendario Ponte d’Ercole (o del Diavolo)

 

Numerosi sono i siti d’interesse nel Appennino Modenese ricchi di storie e di leggende popolari. Tra questi spicca il Ponte d’Ercole o più comunemente chiamato del Diavolo.

ponte
Foto di Sergio Fónz Ferrari

IL PONTE LEGGENDARIO

Immerso in un bosco di castagni tra i confini dei comuni di Pavullo nel Frignano, Lama Mocogno e Polinago, si trova il Ponte del Diavolo, uno straordinario e leggendario monolito naturale a forma di ponte che unisce i fianchi di un avvallamento, lungo 33 metri, largo tre, con una arcata alta tre metri.

Ha fianchi sub-paralleli quasi verticali, una forma leggermente rampante verso nord-est, con l’estradosso che qui termina con un gradino di un paio di metri sulla sponda; verso l’estremità opposta, invece, la superficie di calpestio scende piana e di poco inclinata.

L’arco si salda al fianco sinistro della vallecola, mentre dalla parte opposta fa corpo con una spalla, scolpita all’interno da una profonda cavità variamente articolata; una croce a sbalzo, poco leggibile, è incisa sul fianco di monte, forse a voler santificare l’opera, perché a questo punto non si può più tacere la leggendaria fantasia che ha visto la mano del Diavolo.

LE ORIGINI DEL NOME

Perché proprio del Diavolo?

Secondo la leggenda un agricoltore della zona più bassa della montagna, che doveva percorrere ogni giorni un lungo tragitto per evitare un fiume, chiese al Diavolo di costruirgli un ponte in cambio della sua anima. Satana accettò e raggiunta la vetta della montagna portò pian piano giù il monolite, ma arrivato nel luogo in cui si trova oggi vide una sabba di streghe e fu tanto preso dalla musica che non si accorse che era arrivata l’alba. Visto il Sole dovette fuggire lasciando lì il ponte.

Il FRIGNANO

Non facciamoci fermare dalle leggende, infatti siamo nella stupenda cornice del Frignano. Qui infatti le specie e varietà vegetali osservabili nel sono davvero molte, alcune rare, per non parlare della fauna, che è assai ricca.

 

Articolo redatto da Luca Nacchio