Giornate FAI d’Autunno – i luoghi aperti nel modenese

Luoghi da visitare a Modena e in provincia

Luoghi aperti a Modena e in provincia in occasione delle Giornate Fai d’Autunno – 13 e 14 ottobre 2018

CANALE DAN PIETRO – VIA SAN PIETRO – Modena
Sabato 13 e domenica 14 ottobre dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso 17.00) – Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Sistema costruito tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento sul luogo dove sorgevano le mura cittadine. All’interno dell’edificio è possibile osservare le paratoie ed i meccanismi di azionamento dei mulinelli che regolano il flusso dell’acqua del Canale di San Pietro durante le operazioni di dilavamento del sistema fognario del centro storico di Modena. Il dilavamento viene fatto un paio di volte l’anno, di solito in primavera e in autunno, quando si interrompe l’irrigazione nei campi. Attraverso uno sbarramento si blocca il flusso dell’acqua del canale per aumentarne la portata fino a raggiungere, al rilascio, una pressione tale da ripulire e lavare il sistema di canali della zona est della città.

EX-ALBERGO DIURNO – PIAZZA MAZZINI – Modena
Sabato 13 e domenica 14 ottobre dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso 17.00) – Attenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: € 3,00

La vicenda dell’ex Albergo Diurno di Piazza Mazzini è strettamente legata ai lavori di abbattimento del Ghetto avviati nel 1904. Il parziale sventramento del quartiere diede origine ad un vasto spazio compreso tra il Tempio e la Via Emilia ribattezzato all’epoca Piazza della Libertà. Un primo progetto di albergo diurno “che si può costruire […] quasi sottosuolo e frammezzo alle piante del giardino senza estirparle” fu presentato già nel 1916 ma la ditta proponente non riuscì a stipulare una convenzione col Comune. Un secondo, infruttuoso tentativo venne fatto l’anno seguente su disegno del ca. ing. Facchini già autore del Caffè Aragno di Roma e del Diurno Cobianchi di Bologna. Solamente nel 1932 il cav. Giacomo Giuseppe Pastorino avviò il cantiere dell’albergo diurno che fu ultimato in pochi mesi. La struttura cadde in disuso nel secondo Dopoguerra, divenendo ben presto inaccessibile. Da qualche anno sono allo studio progetto per il recupero e la valorizzazione.

IL NAVIGLIO DI MODENA
Sabato 13 e domenica 14 ottobre dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso 17.00) – In caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato
ATTENZIONE:
 Si invitano i visitatori a presentarsi al banchetto di accoglienza con 30 minuti di anticipo per dotarsi dell’abbigliamento di sicurezza obbligatorio.

Il Naviglio di Modena nasce presso la “Casa delle acque”, dove confluivano e in parte confluiscono anche ora i canali di acque torbide derivanti dai fiumi Secchia e Panaro e i canali di acque chiare alimentati dalla zona delle risorgive. A presidio di questo luogo strategico sorse a partire dal 1291 la prima fortezza estense sulle cui fondamenta fu eretto nel XVII secolo il Palazzo Ducale. Le prime informazioni riguardanti il Naviglio risalgono al 1055, ma è dalla fine del XVI secolo, con il trasferimento della corte da Ferrara a Modena, che l’idrovia divenne ancor più importante per il collegamento con il Po. Il declino del Naviglio iniziò nell’800 con la costruzione delle ferrovie per Milano e per Mirandola. L’ultima imbarcazione attraccò in città nel 1923. Eccezionalmente in occasione delle Giornate FAI d’Autunno sarà possibile calarsi nei sotterranei della città per ammirare le “sorgenti” del corso d’acqua tuttora attivo.

Provincia di Modena

Finale Emilia 
Palazzo Borsari
Sabato 13 e domenica 14 ottobre dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso 18.00) – In caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato
Contributo suggerito a partire da: € 3,00

Palazzo Borsari del XVIII sec. è certamente uno dei complessi architettonici più interessanti e belli della Bassa Modenese, attestante la crescita economica e sociale di un’ importante famiglia di commercianti di grano. La città di Finale Emilia era una delle più belle città d’acqua dello Stato Estense, una “piccola Venezia”, dove il fiume Panaro attraversava la città e la sua navigazione consentiva di raggiungere le città di Modena, Ferrara, Comacchio e Venezia. Il fronte del palazzo un tempo era scenograficamente affacciato sul corso del vecchio Cavamento dal quale era possibile ammirare la lunga teoria di residenze nobiliari che tra il XVIII e XIX secolo qui vennero ad attestarsi (e in larga parte compromesse irreparabilmente dal sisma del 2012). Per le Giornate FAI d’Autunno in via del tutto eccezionale e per la prima volta, dopo i lavori per il ripristino dei gravi danni causati dal sisma del maggio 2012, si potrà visitare il Palazzo in tutto il suo splendore.

Lascia un commento