Gioielli modenesi: I 4 borghi da visitare

L’abitudine di visitare grandi città o monumenti -per lo più famosi- ci può portare a trascurare veri e propri gioielli del nostro territorio, come i piccoli borghi.

Oggi ve ne faremo conoscere quattro. Quasi tutti adagiati sull’Appennino modenese.

 

Montalbano di Zocca

Montalbano di Zocca - Borghi
Montalbano di Zocca – Foto Ivonne Gelati

È nominato per la prima volta nella dedizione del 1197 al Comune di Modena. Nel 1306 i Capitani di Montalbano sono annoverati nel Libro delle famiglie nobili e potenti di Modena.

Tornato sotto il dominio diretto degli Estensi, Montalbano fece parte della Podesteria di Montetortore dalla quale venne distaccato nel 1629 per essere infeudato prima al marchese Giovanni Maria Barbieri Fontana poi al marchese Bellincini. Nel 1637 divenne feudo dei Montecuccoli sotto i cui discendenti rimase fino alla fine del XVIII.
Montalbano è da sempre il paese “dalla terra pendente” forse perché le case dell’antico borgo si arrampicano quasi in verticale alla parete sud del Monte della Riva. Da questo borgo si ammira uno stupendo panorama: a nord i boschi che risalgono la Riva mentre a sud lo sguardo spazia oltre la valle del Rio Missano e arriva fino al crinale dell’appennino tosco-emiliano, dominato da Corno alle Scale e Monte Cimone.
L’abitato antico si raccoglie compatto attorno alla chiesa dell’Assunta. Le abitazioni chiudono stretti vicoli e si arrampicano ai boschi del Monte della Riva.

Lavacchio

Lavacchio - Borghi
Lavacchio – Foto Fausto Corsini

Di grande interesse in questa antica frazione del comune di Pavullo nel Frignano, è la chiesetta cinquecentesca dedicata a Sant’Anna con il campanile posto nel mezzo della facciata.

La prima menzione di Lavacchio risale al 1034. Fortificato a più riprese, diventa nel 1242 uno dei maggiori punti difensivi della zona. La località di Lavacchio è compresa della frazione di Niviano e trova il suo simbolo nella Torre del XIII secolo, ripristinata grazie al Circolo Culturale di Lavacchio.
Lavacchio è famosa per murales, dipinti sui muri che caratterizzano il borgo.

Torre Maina 

Torre Maina - Borghi
Torre Maina – Foto Luca Nacchio

Il borgo di Torre Maina (Maranello) nella vallata del torrente Tiepido, è dominato dall’alta torre trecentesca che apparteneva a un organismo fortificato di cui restano avanzi di mura in ciottoli di fiume.

La sommità è ora coperta da un tetto a due falde, ma rimangono ancora visibili i resti dei beccatelli dell’apparato a sporgere e le tracce dell’antica merlatura.
La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, che ha il titolo di pieve, si eleva isolata sulla collina; risalente al X secolo, si presenta in forme tardo ottocentesche, con interno a tre navate e nell’abside un dipinto con i Santi Pietro e Paolo del modenese Luigi Manzini, attivo nei decenni centrali dell’Ottocento.

Ospitale di Fanano

Ospitale di Fanano - Borghi
Ospitale di Fanano – Francesco Seghi

Il nome della località deriva dalla presenza in loco, nel periodo medioevale, di un ospizio benedettino sul quale fu poi edificata la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giacomo.

L’ospizio venne fondato, insieme al monastero di Fanano, da Sant’Anselmo che dal re longobardo Astolfo aveva ricevuto in dono il territorio di Fanano e di Sestola. Tre anni dopo, nel 752, Anselmo diede vita a un altro monastero a Nonantola.
La strada che collegava i due monasteri benedettini, chiamata Via Romea Nonantolana, assunse un’importanza strategica di tutto rilievo, poiché permetteva il collegamento, attraverso il Passo della Calanca, con i ducati longobardi di Spoleto e di Benevento. La strada fu quindi percorsa da milizie, corti reali, viandanti, pellegrini che si recavano a Roma.
Al decadere di Nonantola e all’affermarsi delle potenze autonome e rivali di Modena e Bologna venne meno l’unità dei territori nei quali la Via Romea Nonantolana si snodava. Ciò comportò il declino e la frammentazione del percorso, anche se un antico tracciato nei pressi di Fanano venne utilizzato per tutta l’epoca feudale divenendo la “Mutina Pistoria”, strada citata in un trattato siglato nel 1225 tra il Comune di Modena e quello di Pistoia.

One thought on “Gioielli modenesi: I 4 borghi da visitare

  1. Montalbano mi ricorda il periodo della mia infanzia quando mio cognato, da Montetortore campanile, mi portava con sè a comprare l’uva per fare il vino.
    Ospitale invece mi è rimasto nel cuore perché ci sono stato dal 1966 al 1972 e mi ci sono trovato veramente bene. Quante escursioni, risate e allegria coi cacciatori di colombacci!!!!

Comments are closed.