[Parlia-MO #3] “LA PàLTADORA”

Modi di dire, usanze popolari e frasi divenute celebri nel tempo. Tutto questo nella rubrica a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni. Oggi scopriamo il modo d’uso del termine “”LA PàLTADORA”.

PÀLTADORA
Per definire una donna logorroica, che parla sempre, a Modena si usa il termine PÀLTADORA . Il nome deriva dal termine APPALTO, ossia da quando la lavorazione del tabacco passò dal Duca allo Stato Italiano. Della lavorazione del tabacco sotto la Ghirlandina, se ne hanno già notizie nel ‘600. Nel 1788, fu creata in Via Ganaceto, nell’ ex convento dei Cappuccini, la così detta ‘’ Ferma Ducale per l’appalto dei tabacchi, acquavite e rosoli ‘’. Nel 1850, questa concessione passò allo Stato che la sposto’ nella sede attuale, nell’ex convento di S. Marco. In questa grande fabbrica, arrivarono a lavorare fino a 1500 donne. Il personale impiegato era quasi totalmente femminile e questo non perché, come si diceva, le donne avessero le dita più sottili per svolgere la funzione di arrotolamento di sigari e sigarette, ma solo per la ragione che il salario delle donne era molto inferiore a quello degli uomini. Le paltadore quindi, per far passare il tempo in quel lavoro snervante e ripetitivo, parlavano in continuazione tra di loro : da qui il termine. Due parole credo vadano spese sul come era la vita di queste donne all’ interno della Manifattura Tabacchi e su cosa questa fabbrica rappresentò per l’economia modenese. Innanzitutto per la prima volta nella storia, anche le donne potevano avere un posto di lavoro fisso e regolarmente pagato ( e questo denaro in più faceva davvero comodo ad una famiglia ). Qualcuno potrebbe pensare che, in un ambiente così pieno di donne, non passasse giorno senza che vi fossero zuffe e litigi. In realtà queste cose accadevano raramente anzi, vi era tra le paltadore un senso di solidarietà mai conosciuto prima di allora. Questo non per buonismo, ma semplicemente perché sapevi che se aiutavi qualche collega che aveva bisogno, un domani che fossi stata in difficoltà, le altre avrebbero fatto lo stesso per te. Quindi se una stava male, ecco le altre sbrigarsi per fare il suo lavoro e farla riposare. Se qualcuna era troppo debole per allattare, ecco che un’ altra di loro con molto latte era pronta per dare il proprio latte in eccesso. Per chi non lo sapesse, Luciano Pavarotti e Mirella Freni, che avevano entrambi le madri paltadore, furono allattati nei primi giorni di vita dalla stessa balia. Dai vecchi modenesi, il tabaccaio e la tabaccheria vengono ancor oggi chiamati rispettivamente Paltèin e Pèlta.

 

Rubrica di dialetto modenese a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni.