[Parlia-MO #18] “Dèr fòra la mnèstra a la G.I.L”

Modi di dire, usanze popolari e frasi divenute celebri nel tempo. Tutto questo nella rubrica a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni. 

Oggi scopriamo il modo d’uso del termine “Dèr fòra la mnèstra a la G.I.L“.

Fascismo
Fascismo

Dèr fòra la mnèstra a la G.I.L Questo modo di dire esclusivamente modenese , e’ ormai da diversi anni caduto in disuso.

Venne coniato durante il ventennio fascista, quando a Modena, tra l’attuale Via Medaglie d’oro e Via Valdrighi, fu costruito su una grande area un complesso costituito da enormi edifici e vasti cortili.

Questo complesso, costruito per educare ed insegnare a torme di bambini e bambine di diverse età le varie cazzate della cultura fascista, era chiamato GIOVENTU’ ITALIANA LITTORIO, ma era da tutti conosciuto con l’acronimo di G.I.L. Naturalmente vi era anche un qualcosa di positivo in questa istituzione.

Tanti bambini e bambine, spesso provenienti da famiglie indigenti e lasciati a bighellonare per le strade, venivano seguiti e veniva loro insegnata quella disciplina che tanto spesso manca ai bambini . In più, cosa non da poco visti i tempi, veniva distribuito anche un pasto, composto quasi esclusivamente da minestra.

A questa distribuzione erano delegati coloro che nelle cucine avevano i compiti più umili, come pulire stoviglie o lavare per terra.

Non era questo della distribuzione un compito tanto gravoso e che richiedesse una certa predisposizione attitudinale ma, forse perché i pasti da distribuire erano tanti e tanta era la confusione che si creava, spesso vi erano degli sbagli anche in quella facile mansione.

Capitava quindi che la minestra non andasse nella ciotola ma a terra o magari sulla mano tesa del bambino. Con questo modo di dire, ormai scomparso come la G.I.L. si vuole indicare chi, pur compiendo un’azione facile e senza grosse difficoltà, riesce ugualmente a sbagliarsi.

 

Rubrica di dialetto modenese a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni.