Curiosità nei Dintorni: 3 ponti da vedere in provincia di Modena

Mini-viaggio fra le strutture, nuove e antiche, che attraversano fiumi e ruscelli nella provincia di Modena.

 

Ponte della Barchetta
Ponte della Barchetta – Foto Visit Modena

1 Ponte della Barchetta

Riservato esclusivamente al passaggio dei pedoni, delle biciclette e dei ciclomotori, intende agevolare il collegamento tra Modena e Campogalliano con l’utilizzo di mezzi alternativi all’automobile e promuovere la fruizione di zone di interesse ambientale come il Parco del Fiume Secchia e i Laghi Curiel.

Nonostante l’attuale struttura risalga a poco più di 10 anni fa, Il ponte della Barchetta fonda le sue radici storiche in epoche lontane poichè ha da sempre costituito il tragitto più breve tra Modena e Campogalliano.

In età medievale i comuni di Cremona, Reggio Emilia, Modena e Brescia, realizzarono un percorso che dal Po, attraverso il Naviglio, giungesse a Modena e da qui proseguisse fino a Reggio Emilia.


Ponte della Fola
Ponte della Fola – Foto Alexander Kuka

2 Ponte della Fola

Di origini romaniche, probabilmente costruito nel tardo medioevo, il Ponte della Fola si trova al confine tra Groppo, frazione di Riolunato, e Pievepelago, scavalcando all’uscita della Conca di Pievepelago il torrente Scoltenna prima che questo si inabissi nella forra che per secoli ha costituto un ostacolo per le comunicazioni, dato che il passaggio era possibile solamente presso il ponte di Strettara.

Enormi erano le difficoltà nell’attraversare i corsi d’acqua, in particolare perché privi di sbarramenti, tanto che i guadi erano vegliati da edicole sacre e croci. Il settore appenninico modenese ha sempre avuto un ruolo cruciale nei traffici tra l’area padana e la Toscana, specialmente verso la zona di Lucca e la piana di Pistoia.

Suggestivo per la struttura ad arcate asimmetriche e a forma di schiena d’asino, mostra alcune interessanti analogie con il ponte toscano di Borgo a Mozzano e con quello delle Lazze, forse una testimonianza della breve dominazione lucchese nell’Alto Frignano durante il XIV secolo, anche se il primo documento in cui si parla del ponte risale al 1028.

Ha la particolarità di essere l’unico esempio a due arcate in tutta l’Emilia. Ulteriormente rimarchevole se si pensa che la costruzione di ponti in pietra, molto costosa, richiedeva maestranze specializzate, e per questo vi si dava corso soltanto su precisa volontà delle comunità interessate e dei governanti.

La perizia con la quale furono progettate e costruite le sue arcate fece nascere leggende con monaci e demoni, in quanto, essendo perlopiù perdute le nozioni tecniche romane al di fuori dei conventi, si riteneva che simili opere non potessero essere frutto dell’ingegno di un uomo. A Pievepelago si narra quindi che un frate raggirò i demoni facendogli costruire il ponte.


Ponte di Valoria
Ponte di Valoria – Foto Mariella

3 Ponte di Valoria

Situata sul versante nord-ovest del monte Modino, l’opera è lunga quasi 160 metri con un’unica campata in acciaio, 15 metri di larghezza, 820 tonnellate di peso e due rampe laterali di 20 e 27 metri; scavalca la storica frana dei Boschi di Valoria a Frassinoro poggiando su due pile sostenute da 66 pali di un metro di diametro ciascuno e lunghi da 14 ai 21 metri.

Per evitare che il ponte possa essere coinvolto dal terreno in movimento, è stata progettata
un’altezza che tiene conto dei livelli massimi raggiunti storicamente dagli accumuli di terra che scendono da monte.


Alcune informazioni prese da Visit Modena, che ringraziamo

Articolo redatto da Luca Nacchio