Curiosità nei Dintorni: 3 “curiosi” musei da visitare nel modenese

Ci sono monumenti e monumenti, case e case, e musei e musei. Si, avete capito bene musei, che nulla hanno a che vedere con opere di grandi pittori o manoscritti storici, proprio no. Quest’oggi vogliamo farvi scoprire 3 di questi, tutti ubicati nel modenese.

 

MusA – Museo dell’assurdo

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Musa – Museo dell’assurdo

Museo dell’Assurdo è nato nel 2002 a Castelvetro di Modena, come collezione all’aperto d’Arte Contemporanea.
La sua vocazione è quella di esprimersi con il linguaggio ricco e affascinante dell’arte contemporanea; il suo percorso attraversa la dimensione dell’Assurdo per rendere permanente, in qualche modo “solidificare” le esperienze prodotte dal “Mercurdo” festival dedicato all’Assurdo che si svolge a Castelvetro e che è giunto all’undicesima edizione.
Dopo l’inaugurazione della prima sezione all’aperto, realizzata anche grazie a un rapporto privilegiato con istituti, accademie e circuiti istituzionali, nel 2004 si è inaugurata una sezione interna per ospitare la collezione permanente del Museo ed esposizioni estemporanee.
Ad oggi il museo è composto di 3 sezioni interne:
la prima e la terza sala “Assurdo come Metafora dell’Esistenza” e “Assurdo come gioco Neobarocco” ospitano la collezione permanente del Museo.
Nella sala centrale trovano posto esposizioni estemporanee; a queste ultime appartiene “Poesia Oggetto”, una mostra collettiva curata da Valerio Dehò che testimonia l’esigenza delle neo-avanguardie (dagli anni ’50 del novecento in poi) di frantumare le distinzioni accademiche tra le arti, generando delle vere e proprie sculture fatte di parole.
Parole in forma di testi a stampa montati su collage o composizioni in cui il rapporto tra la plasticità dell’oggetto e le parole, è fondamentale per definire l’opera d’arte.
La collezione permanente raccoglie le proposte di giovani ma già affermati artisti realizzate appositamente per il Museo.

Museo della Bilancia 

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Museo della Bilancia

Unico di questo genere in Italia, raccoglie oltre 6.000 reperti, provenienti anche da donazioni di privati e di enti, che documentano la storia della pesatura dall’epoca medievale ad oggi

Il Museo, con sede a Campogalliano, narra la “storia della precisione” con un’esposizione di strumenti databili dall’epoca romana ad oggi. Ricco di pannelli illustrativi e documenti il Museo propone varie attività didattiche e mostre temporanee su argomenti legati alle collezioni o alla divulgazione scientifica e tecnologica.”
L’itinerario, di tipo storico-tecnologico, è una scoperta guidata a tappe: dal “Labirinto dei fenomeni“, dove sono possibili sperimentazioni in video e dal vivo e la pesatura su Luna Terra e Giove, si passa alla “Galleria dei mestieri”, in cui le bilance esposte sono tutte appartenenti ad un antico mestiere, che periodicamente viene rinnovato.
Nel “Canale della storia” si percorre il viaggio dalla bilancia romana a quella elettronica, passando per la favolosa stadera da ghiaccio veneziana, il metro campione estense o il curioso misuratore per berretti.
Dopo la sezione “Campogalliano Città della bilancia“, che presenta bilance di manifattura locale, si arriva alla “Galleria delle grandi stadere” per scoprire oggetti d’uso quotidiano ma davvero originali.

 

Museo della Figurina 

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Museo della Figurina

Il Museo della Figurina è nato dalla appassionata opera collezionistica di Giuseppe Panini, fondatore, nel 1961, dell’omonima azienda assieme ai fratelli Benito, Franco Cosimo e Umberto
I sei armadi del Museo, sei grandi album da sfogliare, ripercorrono l’intera storia della figurina dagli antecedenti ad oggi: 2.500 pezzi tra stampe e oggetti originali, parte del patrimonio del museo di circa 500.000 esemplari.
Nate a Parigi dopo la metà dell’Ottocento grazie alla nuova tecnica cromolitografica, queste piccole stampe affrontano tutti i campi dello scibile umano. La storia della figurina è legata alla pubblicità e a nomi di ditte come la Liebig, la Suchard, la Perugina-Buitoni, fino alla svolta, operata negli anni Sessanta dai fratelli Panini, quando la figurina convertì il suo status di dipendenza da prodotti commerciali a medium autonomo.
Accanto alle figurine vere e proprie, suscitano curiosità altre preziose collezioni: cigarette cards, fascette di sigari, scatole di fiammiferi, menu, etichette d’hotel, calendarietti da barbiere, bolli chiudilettera.
Il Museo è stato aperto al pubblico il 15 dicembre 2006, nella prestigiosa sede di Palazzo Santa Margherita che ospita anche la Biblioteca Delfini, la Galleria Civica e l’Istituto Superiore di Studi Musicali O. Vecchi – A. Tonelli.

Testi e informazioni tratte da Portale provincia di Modena

Foto copertina di Amare Vignola