Alla scoperta della Rocca di Vignola

Rocca di Vignola
Foto di Lara Zanarini

La Rocca di Vignola è forse per tutti i Vignolesi il simbolo più importante ed amato di identità geografica e culturale. Nel vissuto vignolese, ed anche in quello più ampio di tutta la zona pedemontana, essa è anche il segno di una unicità culturale che pur nutrendosi dell’humus emiliano ha visto contributi diversi, un crogiolo di influenze italiane ed anche europee di cui le molteplici variazioni stilistiche sono testimonianza.

Non si conosce con certezza l’anno di fondazione della Rocca, ma si può ragionevolmente supporre che sia stata edificata negli anni successivi alla fine della dinastia carolingia per fronteggiare le invasioni degli Ungari, quando, a difesa dei nuclei abitati, vennero innalzate torri e recinti fortificati. La tradizione attribuisce alla stessa abbazia nonantolana l’erezione di questo primo fortilizio. Un documento risalente al 936 attesta che Vignola, in quell’anno, era sottoposta al dominio del Vescovo di Modena. Un’altra testimonianza documentale prova l’esistenza della Rocca almeno a partire dal 1178.

Sino ai primi anni del Quattrocento l’edificio ebbe funzioni militari. E’ con i Contrari, investiti del feudo da casa d’Este nel 1401, che muta profondamente la sua funzione, trasformandosi in sontuosa dimora ricca di decorazioni ed affreschi, idonea ad accogliere questa famiglia vissuta negli agi e nella magnificenza della corte ferrarese. Estinta la dinastia dei Contrari, la Rocca venne acquistata nel 1577 dai Boncompagni-Ludovisi, che affidarono l’amministrazione del feudo ad un Governatore. Nel corso dell’ottocento hanno trovato sede all’interno della Rocca le istituzioni  politiche e sociali della cittadina: il Municipio, la Biblioteca e la Cassa di Risparmio di Vignola.

Rocca di Vignola
Foto di Luca Nacchio

 

La Rocca di Vignola è strutturata su cinque piani: nei sotterranei trovano sede due splendide sale, chiamate Contrari e Grassoni, utilizzate per convegni e concerti; il piano terra è costituito dalle sale di rappresentanza dette: dei Leoni e dei Leopardi, delle Colombe e degli Anelli, oltre al book shop ricavato nelle antiche cucine; al primo piano sono collocate le stanze nobili: delle Dame, del Padiglione, degli Stemmi, dei Tronchi d’Albero, lo Studio di Uguccione e la Cappella, affrescata con preziosi cicli di pitture tardogotiche del “Maestro di Vignola”. Al secondo piano si aprono spaziosi locali utilizzati dalle truppe di stanza alla Rocca e dal personale di servizio dette Sale degli Armigeri. L’ultimo piano è occupato dai camminamenti di ronda che percorrono circolarmente l’edificio collegando tra loro le tre torri: di Nonantola, delle Donne e del Pennello.
Acquistata nel 1965 dalla Cassa di Risparmio di Vignola e ceduta nel 1998 alla Fondazione di Vignola, la Rocca, è da allora sottoposta ad un’accurata opera di restauro, che ha interessato sia le strutture architettoniche che le decorazioni e gli affreschi, rendendola fruibile al visitatore in ogni suo spazio.

Questa sede prestigiosa rappresenta per Vignola, e più in generale per Modena e le provincie limitrofe di Reggio Emilia e Bologna, uno spazio ideale per la realizzazione di progetti culturali di elevato profilo culturale. La Fondazione  di Vignola, in collaborazione con gli Enti Locali sta in questi anni portando avanti un ricco panorama di iniziative, in parte collegate alla valorizzazione di questa area geografica, in parte all’inserimento di Vignola in un più vasto circuito di cultura internazionale.

Rocca di Vignola Foto Angelo Nacchio
Rocca di Vignola Foto Angelo Nacchio

 

Tutti i Colori del Pannello – Tracce in Luce

Nel Quattrocento, l’alta Torre del Pennello che svetta sulla Rocca di Vignola era un vessillo colorato, un tripudio cromatico che colpiva per l’esuberanza del verde, rosso e bianco, i colori degli Estensi che governavano sull’intera vallata del Panaro. Le tracce di quel capolavoro decorativo si sono conservate fino ai giorni nostri, sbiadite, rovinate, minacciate dal terremoto, ma oggi riportate alla luce grazie ad un innovativo, quanto straordinario, progetto di restauro intitolato “Tutti i colori del pennello – Tracce in Luce”. Un drone ha fotografato da vicino le pareti, i restauratori Natalia Gurgone ed Ermanno Carbonara ne hanno studiato i dettagli, l’architetto Marcella Morlacchi ha dato una rilettura completa degli apparati decorativi.

Visite ed informazioni

Si raccomanda la prenotazione telefonica, soprattutto per i gruppi. Visite guidate : Cooperativa Etcetera: 328 8458574.  Per saperne di più [email protected]

 

Articolo redatto da Luca Nacchio