[Parlia-MO #12] A Mòdna… è Togo

Modi di dire, usanze popolari e frasi divenute celebri nel tempo. Tutto questo nella rubrica a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni.

Oggi scopriamo il modo d’uso del termine “A Mòdna… è Togo“.

Modena, Togo, Peto
A Modena, per dire che qualcosa è bello, fatto bene, si dice che è togo ( o anche toga se la cosa è al femminile). Questo modo di dire nasce all’inizio del secolo scorso, durante il conflitto russo-giapponese. La potente flotta navale zarista era in procinto di attaccare la Manciuria e la Corea. Il Giappone mise a capo della propria flotta, molto meno numerosa di quella nemica, l’ammiraglio Tògò Heihachirò che prima riuscì ad imbottigliare le navi russe entro la baia di Port Arthur e poi, successivamente, a sconfiggere la flotta russa nella battaglia di Tsushima nel 1905. Per la prima volta nella storia, il Giappone mostrò al mondo la propria potenza militare. L’eco di questa impresa arrivò in tutto il mondo e nel modenese si favoleggiò per anni su questa vittoria di Davide contro Golia, tanto che il cognome dell’ammiraglio giapponese Togo cominciò ad essere usato per indicare qualcosa di veramente encomiabile, fatto bene. Ancor oggi, a distanza di quasi due secoli, questo modo di dire è usato da tutti i veri modenesi. Come ogni aggettivo, anche la parola togo ha il suo contrario e la parola per dire che qualcosa invece è di poco conto, che non ha gran valore si usa dire che è lofi. La parola lofi ha invece un’ origine e un significato meno nobili. Non è altro che l’abbreviazione della parola dialettale Lofia che ha il significato di peto, scoreggia.

 

Rubrica di dialetto modenese a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni.

Articolo curato da Angelo Nastri Nacchio

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