22 Aprile 1945, la Liberazione di Modena

Il tempo non cancella la memoria di chi, il 22 Aprile del 1945 era per le vie di Modena all’arrivo dei partigiani e dell’esercito americano in città, riuscendo a preservare un filo diretto della storia, con foto, racconti e testimonianze arrivate fino ai nostri giorni.

Liberazione, Modena, 22 Aprile

“Il 22 aprile ricorre l’anniversario della liberazione della città di Modena da parte dei partigiani con il concorso, determinante, dell’esercito americano. I primi combatterono contro i tedeschi entro il perimetro dei viali cittadini difendendo gli impianti civili dalla distruzione e ottenendo alla fine la capitolazione del presidio del palazzo ducale, mentre i reparti della Prima divisione corazzata statunitense eliminarono le retroguardie nemiche fuori porta e nelle frazioni. Occorsero due giorni, domenica 22 e lunedì 23 aprile, per liberare completamente il territorio comunale al prezzo di 39 caduti fra i partigiani e oltre una decina fra i soldati americani” spiega il Dott. Carlo Mondani. “Nei disegni dell’esercito americano Modena doveva essere presa il 22 facendo convergere verso il centro tre colonne corazzate: dalla via Nonantolana, dalla via Emilia e dalla strada Giardini.

“È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature” – Sandro Pertini

 

La decisa e inaspettata opposizione nemica, sotto forma di cannoni semoventi anticarro e Panzerfaust, determinò la distruzione di alcuni carri armati all’ingresso della città e la conseguente, precipitosa revisione dei piani di attacco.Liberazione, Modena, 22 Aprile Modena, definita strong point (caposaldo) nei documenti militari, fu oltrepassata a nord e a sud sia per evitare perdite in uomini e mezzi sia per ottemperare all’ordine del 15° Gruppo di Armate alleate di raggiungere il Po con sollecitudine, aggirando dove possibile i nuclei di resistenza. Il compito di ripulire il centro fu affidato il giorno dopo al 13° battaglione corazzato, coadiuvato efficacemente dai partigiani impegnati ad eliminare alcuni cecchini fascisti che

sparavano dalle altane. Di recente, alcuni storici hanno ridimensionato l’apporto dato dai partigiani alla liberazione delle città dell’Italia settentrionale sostenendo che nel complesso la loro azione armata fu diretta contro isolati reparti tedeschi dei servizi logistici in ritirata, in pratica truppe di seconda linea, demotivate, per nulla inclini al combattimento. Considerazioni prive di fondamento se riferite a Modena: qui e nei dintorni c’erano retroguardie determinate, composte da soldati in ripiegamento dall’Appennino appartenenti alla 90a divisione granatieri corazzati, 334a e 94a divisione di fanteria e 114a divisione cacciatori, unità veterane che per mesi avevano tenuto testa alle truppe alleate sul fronte della Linea Gotica”.

Tratto da “Cronache di Guerra tra Reno e Samoggia”, Fiorino 2000,  di Dott. Carlo Mondani, storico locale della seconda guerra mondiale in provincia di Modena, in collaborazione con Ezio Trota.