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2 Giugno 1946 nasce la Repubblica Italiana, è votano per la 1^ volta le donne in tutto il paese

Nel 2 Giugno 1946 con la votazione al referendum per scegliere la Monarchia o la Repubblica, vengono chiamate al voto per la prima volta le donne in tutta Italia.

 

2 Giugno

Oggi tutto il Paese celebra il 2 giugno, Festa della Repubblica.

Ma quella fatidica data in cui nacque una nuova nazione dalle macerie del nazifascismo e della guerra, corrisponde anche a una di quelle prime volte di cui non ci si scorda mai: il voto.

Fu infatti il 2 giugno 1946 quando milioni di donne italiane, per, andarono tutte assieme alle urne (due mesi prima c’era stata una prova generale con alcune amministrative) per esprimere il loro voto.
Chiamate a scegliere tra Monarchia e Repubblica nel referendum, contribuirono a quei 12.718.641 voti che decretarono l’esilio di casa Savoia e l’inizio del percorso che avrebbe portato, nel 1948, alle elezioni per il primo governo di maggioranza.
Una vicenda bellissima, frutto di anni di dibattiti, di lunghe battaglie politiche, sociali, culturali.

Il 2 Giugno a Modena

Venerdì 2 giugno, camminata in cinque tappe nei luoghi più significativi dei cambiamenti culturali e sociali della società modenese nel passaggio dalla Monarchia alla Repubblica.

Dalla Monarchia alla Repubblica, camminata nella storia sui passi delle donne

La camminata di venerdì 2 giugno, Festa della Repubblica, sarà animata da Paola Gemelli e Paolo Bigini, per Centro documentazione donna e Istituto Storico.

Letture di Nicola Bortolotti e Diana Manea, del progetto “Un bel dì saremo” di ERT Fondazione.

Al termine della camminata è prevista la visita, introdotta dal vicesindaco e assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza. alla mostra “Passi di Libertà. Il cammino dei nostri primi 70 anni” a cura di Elena Falciano e Caterina Liotti, allestita in Municipio nella Sala dei passi perduti.

La mostra foto-documentaria è promossa da Centro documentazione donna e Coordinamento donne Spi Cgil di Modena, con i Coordinamenti donne Spi di Reggio Emilia e dell’Emilia – Romagna.

Il ritrovo della camminata è previsto per le 10 alla Stazione ferroviaria in piazza Dante con la prima tappa “I treni della felicità: l’accoglienza ai figli della guerra”.

I partecipanti rivivranno le emozioni dell’arrivo in città dal 22 gennaio 1946 di centinaia di bambini da Napoli che viaggiavano su quei “Treni della felicità” che devono il loro nome rimasto nella storiografia ufficiale proprio al sindaco di Modena Alfeo Corassori.

Fu una grande azione di solidarietà della comunità modenese, con in testa l’Unione donne italiane e il Partito comunista.

Verso i bambini provenienti dal centro-sud affamati e stremati dalla guerra, spesso orfani o ammalati.

Alla Manifattura Tabacchi (seconda tappa, “Al lavoro vogliamo stare”).

Gli anni a cavallo tra la Monarchia e Repubblica si rivivranno attraverso il vissuto delle tabacchine, delle loro lotte per il lavoro e i servizi, nei loro desideri di emancipazione e di autonomia per poi attraversare il Centro storico e arrivare in via Saragozza, dove ha avuto a lungo sede l’Istituto Magistrale Carlo Sigonio (terza tappaIl futuro alle spalle: insegnare la democrazia”).

La Scuola Normale Femminile che preparava all’insegnamento elementare e che aveva sede nell’ex Convento del Corpus Domini fu trasformata in Istituto Magistrale dalla riforma Gentile del 1923 ponendosi l’obiettivo di formare maestre e maestri avamposti dell’alfabetizzazione del Paese e poi del processo democratico.

La camminata prosegue poi fino alla quarta tappa, raggiungendo via Francesco Selmi dove aveva sede l’Educandato provinciale San Paolo, con radici nell’Istituto Putte della Duchessa, fondato nel 1816 da Maria Beatrice di Savoia moglie di Francesco IV d’Este, per accogliere le bambine e le fanciulle orfane e bisognose.

Da qui il titolo: “Uscire dal bisogno: imparare un mestiere”.

Il percorso si conclude in piazza Grande, a Palazzo Comunale con la quinta tappa “Elette ed eletti: poche parole ma molti fatti” che prende spunto dalla forte esortazione “Modenesi al lavoro!”

Pronunciata da Alfeo Corassori, nel momento del suo insediamento a sindaco designato dal Comitato di liberazione nazionale.

La narrazione racconterà l’imbarazzo e l’incertezza delle prime elette, l’impegno, lo studio, la passione per ricostruire il tessuto umano ed economico modenese.

Le prime battaglie per i servizi, soprattutto educativi e scolastici (asili nido, scuole materne, doposcuola) per quello che diventerà un diffuso sistema di welfare.

Per partecipare

partecipazione libera; per info e prenotazioni non obbligatorie:

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