[Parlia-Mo #25] “Avere nos e mazòl…. A Mòdna”

Avere nos e mazòl…. A Mòdna E’ questo uno strano modo di dire, ancora abbastanza in voga in quella parte della provincia modenese chiamata Terra dei Castelli. Lo si usa per descrivere la condizione di chi ha tutto ciò che gli serve, anche di cose di cui altri possono tranquillamente fare a meno. Alle noci ( nos ), per romperne il guscio e mangiarne il gheriglio, basterebbe dare un pugno forte sul guscio o anche usare qualche oggetto pesante e resistente, ma chi ha tutto ciò che gli serve, oltre alle noci ha anche il mazòl ( mazzuolo ), che è un piccolo martello di legno con cui compiere questa operazione. Può capitarvi che chi dice questa frase, aggiunga anche la parola Biàtta. Quindi la frase, per esteso, diventa Aver nos, mazòl e biàtta. La Biàtta non è altro che un cuneo, di materiale e di proporzioni diverse, che di solito oggigiorno usiamo come fermaporta. Un tempo invece, era usato come un oggetto che rendeva più facile la spaccatura del pezzo di legno in parti più piccole. Con questo strumento, piantato alla base della noce, anche la spaccatura del guscio risulterà meno faticosa. Quindi, chi ha nos e mazòl, cioè ha tutto il necessario, può avere anche qualcosa in più, come la biàtta.

 

 

 

Rubrica di dialetto modenese a cura di Gianluca Bellentani e Modena&Dintorni